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Esplorare il passato per comprendere il presente.

Storie e culture a confronto

A cura di Marta Nardin e Giulia Ricci

Premessa

Gli obiettivi che il progetto si pone sono molteplici e ambiziosi. In primo luogo, la proposta mira a promuovere lo sviluppo di una rete locale di Enti, Istituzioni e Musei sia pubblici sia privati che, attraverso il dialogo e una progettualità comune, collaborino in maniera sinergica per una più ampia e partecipata fruizione del patrimonio culturale locale. Il progetto intende infatti superare la frammentarietà delle iniziative dei singoli musei e delle singole istituzioni per promuovere e potenziare una forma integrata e compartecipata di valorizzazione del patrimonio culturale, che incoraggi la collaborazione tra le diverse realtà e risorse territoriali e che incentivi la partecipazione attiva della collettività.

In secondo luogo, la proposta è stata formulata tenendo in considerazione i contenuti e gli obiettivi del “Piano Nazionale per l’Educazione al Patrimonio Culturale” promosso nel dicembre 2015 dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca d’intesa con il Consiglio superiore Beni Culturali e Paesaggistici, nel quale si promuove la partecipazione dei cittadini alla vita e al patrimonio culturale come strumento per lo sviluppo umano, per la formazione dell’individuo, per la valorizzazione delle diversità culturali e per la promozione del dialogo interculturale, argomento, quest’ultimo, quanto mai attuale. Favorire una prospettiva interculturale è una delle principali sfide cui il patrimonio culturale deve tendere per essere realmente inteso come patrimonio di tutti: attraverso un dialogo aperto e rispettoso, fondato su una comprensione più approfondita e reciproca, promuove lo sviluppo delle relazioni tra persone che hanno origini e patrimoni linguistici, culturali, etnici e religiosi differenti, favorendo la crescita personale, la cooperazione,  la coesione sociale.

Come cita testualmente il documento, “(…) Nell’attuale contesto l’accresciuta presenza di cittadini provenienti da altre culture determina la necessità di rispondere ai loro bisogni di integrazione sociale e culturale intesa non come un adattamento alla cultura del nostro paese, ma come ricerca e mantenimento di affinità e reciproche differenze (Bortolotti et al., 2008). Il patrimonio culturale per il suo essere frutto di continue contaminazioni, scambi, integrazioni è un ottimo strumento per conoscere la propria identità e quella altrui e favorire quel dialogo interculturale così come richiamato dalla Dichiarazione Universale dell’Unesco sulla diversità culturale (Parigi, 2 novembre 2001): Il patrimonio culturale, alle fonti della creatività. Ogni creazione affonda le sue radici nelle tradizioni culturali, ma si sviluppa a contatto con altre culture. Per questa ragione il patrimonio culturale, deve essere preservato in tutte le sue forme, valorizzato, e trasmesso alle generazioni future in quanto testimonianza dell’esperienza e delle aspirazioni dell’umanità, e al fine di alimentare la creatività in tutta la sua diversità e di favorire un vero dialogo interculturale. (art. 7). (…)”.

Il tema scelto per lo sviluppo della proposta trova stringenti analogie con queste tematiche: nel corso della loro storia sia i Romani sia i Longobardi vennero ripetutamente in contatto con altre popolazioni, culture, tradizioni; questo confronto contribuì ad una rielaborazione anche profonda, nel corso del tempo,  degli aspetti sociali, artistici, politici e religiosi originari, portando alla definizione di una cultura nuova, a cavallo tra continuità e rottura, tradizione e rinnovamento.

Il progetto è inoltre rivolto a una di quelle fasce di pubblico che generalmente meno frequentano i musei: gli adolescenti. Tra gli obiettivi a cui la proposta mira vi è quindi anche quella di tentare di colmare la grave lacuna di visitatori di età giovanile, uno dei pubblici più difficili da raggiungere che però, seppur con le proprie peculiarità e problematicità, porta con sé anche straordinarie risorse e può costituire un canale privilegiato nella ricerca di spunti e suggerimenti per far sì che i musei entrino in maniera sempre più incisiva a far parte della quotidianità delle persone.

Soggetti promotori

– Polo Museale dell’Umbria

– Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

– Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto

– Associazione Culturale Studio Didattica Umbria

Periodo previsto

Ottobre 2016 – Maggio 2017

Destinatari della proposta

Istituti d’istruzione secondaria di primo e secondo grado

Spazi

Le attività si svolgeranno nei seguenti spazi:

– Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

– Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto

– Locali scolastici

Finalità

1.Educazione, Istruzione

2.Valorizzazione istituzioni museali del territorio

3.Sviluppo locale

4.Promozione sociale, accessibilità, inclusività

5. Risparmio e sostenibilità

Obiettivi del progetto:

– Creazione di una rete locale di Enti, Istituzioni e Musei sia pubblici sia privati che collaborino in maniera sinergica alla valorizzazione del patrimonio culturale locale, in forma integrata e compartecipata.

– Far conoscere, nella sua molteplice valenza culturale, il Museo e il patrimonio in esso conservato come prezioso documento del gusto e della memoria locale, testimonianza attiva della comunità cui appartiene.

– Far comprendere che i beni culturali sono una diretta manifestazione della creatività, del costume, delle conoscenze di un popolo e come tali fonti dirette di informazione, prezioso legame tra presente, passato e futuro.

– Incentivare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita e al patrimonio culturale, valorizzando le diversità culturali e promuovendo il dialogo interculturale. Promuovere la crescita socio-affettiva dei soggetti coinvolti, attraverso la conoscenza di sé e dell’altro in un confronto aperto, rispettoso, tollerante che stimoli la crescita personale dell’individuo ma anche  la cooperazione e  la coesione sociale.

– Incoraggiare la fruizione dei Musei e dei luoghi della cultura da parte della fascia di pubblico giovanile con attività mirate che riescano ad attrarre e a stimolare una delle categorie di visitatori più difficili da raggiungere.

Descrizione del progetto

I temi di Roma antica e il suo rapporto con lo straniero e dei Longobardi trovano stringenti analogie con gli obiettivi interculturali che il progetto si propone di affrontare. Si tratta infatti di due popoli estremamente caratterizzati dal contatto con altre identità etniche che, nel primo caso, hanno contribuito a dare vita a uno dei maggiori imperi del mondo antico, mentre nel secondo caso la scelta del popolo longobardo trova le sue motivazioni nel ruolo cardine rivestito da questo popolo nel periodo di transizione tra Classicità e Medioevo,

protagonista di una plurisecolare migrazione in cui reiterati sono stati i contatti con altre genti, culture, tradizioni. Questo determinò una trasformazione anche profonda, nel corso del tempo, della composizione etnica e degli aspetti sociali, artistici e istituzionali originali, contribuendo alla costituzione di una cultura nuova, a cavallo tra la continuità della tradizione e l’innovazione derivata dai numerosi contatti multiculturali

con i quali i Longobardi si misero a confronto. Il tema delle migrazioni e delle interazioni culturali è quanto mai attuale oggigiorno; in un momento storico di diffusa instabilità geopolitica, la questione immigrazione è

esplosa in tutta la sua drammaticità e sempre più di frequente si assiste a fenomeni di intolleranza, razzismo e xenofobia. Queste crescenti e pervasive situazioni di odio e violenza sono spesso il risultato della mancanza di adozione, da parte delle autorità, di misure efficaci che da un lato condannino l’intolleranza e l’atteggiamento xenofobo e dall’altro promuovano delle buone politiche di integrazione e di dialogo interculturale. Che si tratti di un intero popolo o di un singolo individuo o gruppo familiare, chi si allontana dal proprio luogo di origine porta con se un bagaglio di tradizioni, esperienze e ideologie che, se da un lato lo

caratterizza e gli conferisce una precisa identità, dall’altro necessariamente entra in contatto e a confronto con la nuova realtà in cui questi si trova a vivere. L’educazione all’intercultura è pertanto oggi un aspetto necessario e imprescindibile della vita civica: bisogna rimuovere quei pregiudizi che impediscono od ostacolano l’incontro culturale, stimolando per contro un dialogo aperto e rispettoso, basato sull’ascolto e sulla comprensione reciproca, nel perseguimento del bene comune di cui elementi quali l’inclusione, la mediazione, l’equità sono aspetti fondamentali.

Partendo da questi presupposti, la società romana antica si caratterizzata sin dall’inizio per la compresenza di diverse compagini culturali che, con diversi apporti, hanno contribuito a costruire nel tempo l’”identità” romana. L’espansione territoriale attuata durante l’età repubblicana, e giunta ai massimi livelli in età imperiale, ha condotto la cultura romana ad interfacciarsi, non sempre in modo amichevole, con diversi popoli, dapprima sul suolo italico e, in seguito, verso il Mediterraneo. La percezione che Roma ha avuto dell’”altro” non è stata sempre uguale a se stessa, al contrario si è modellata ed evoluta nello spazio e nel tempo, adattandosi alla situazione contingente. La tendenza all’integrazione è stata spesso preponderante e, in numerose occasioni, si è rivelata una carta vincente in grado di gestire gruppi politici e vaste porzioni di territorio; in altri casi, la presenza straniera all’interno del tessuto sociale e urbano ha avuto risvolti molto negativi, incentivando il ricorso a vere e proprie revoche di accoglienza e cacciate di massa, motivate da interessi religiosi, economici o politici.

A prescindere dagli esiti, l’incontro di Roma con altri popoli e i fenomeni migratori che hanno variamente caratterizzato la storia della civiltà romana hanno permeato ogni aspetto della vita sociale, dall’abbigliamento all’alimentazione, dalla religione agli aspetti giuridici e amministrativi, dando vita ad un sistema che in parte è sopravvissuto fino all’epoca contemporanea.

Anche il popolo dei Longobardi che, come molti altri nel passato, ha fatto delle migrazioni un tratto distintivo della propria storia e nella capacità di integrazione culturale la base della propria fortuna, può forse costituire un interessante caso di studio e di lavoro per comprendere il presente attraverso la conoscenza del passato. Per la realizzazione del progetto, si è scelto di optare per due ambiti circoscritti della più ampia tematica legata alla cultura longobarda, circoscrivendo la questione all’ambito dell’alimentazione e a quello dell’abbigliamento.

L’iniziativa verrà articolata in una serie di incontri che avranno luogo sia all’interno degli spazi scolastici sia in Museo, dove i reperti che costituiscono la base di lavoro sono conservati. Il Museo sarà infatti il punto di partenza e di conclusione dell’intero progetto; questo risponderà anche ad una delle principali finalità della proposta, cioè quella di valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico in esso conservato, promuovendolo non più solo come luogo di tutela ma anche come centro di valorizzazione e promozione per uno sviluppo culturale e sociale.

Modalità di attuazione del progetto (azioni e fasi):

Fase 1 (ottobre) – Primo incontro, a Scuola

Introduzione al progetto e alle sue diverse fasi di realizzazione. Presentazione multimediale di approfondimento sulla storia dei contatti tra Roma e gli altri popoli e la cultura dei Longobardi, con particolare attenzione alle evidenze storiche e archeologiche del territorio. Discussione relativa agli obiettivi interculturali che il progetto si propone.

Fase 2 (ottobre/novembre) – Incontro al Museo + uscita didattica

Verrà organizzato un incontro tematico presso il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto o la Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato, con visita alla raccolta archeologica ed esperienza tattile e multisensoriale (l’attività multisensoriale è pensata per offrire un’esperienza più stimolate e partecipativa ai giovani visitatori coinvolti nel progetto, che faciliti lo sviluppo di un pensiero critico e che possa avere un impatto positivo sulla ricaduta cognitiva).

Successivamente, uscita didattica con visita guidata alla Basilica di San Salvatore a Spoleto e al Tempietto di Campello sul Clitunno, importanti testimonianze monumentali di epoca tardoantica del territorio spoletino, iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per quanto riguarda gli spostamenti, in un’ottica di sostenibilità e risparmio, si intende chiedere di poter stringere un accordo con la società Umbria Mobilità per usufruire degli ordinari trasporti di linea urbani e interurbani.

Fase 3 (dicembre): incontro in classe con approfondimento tematico e definizione delle linee guida di elaborazione del progetto

Per gli Istituti  (Scuole secondarie di primo e secondo grado) che lavoreranno sulle collezioni del Museo Archeologico Nazionale: analisi dei rapporti tra Roma e i popoli italici (in particolare gli Umbri) e i popoli mediterranei e approfondimento degli apporti culturali che tali contatti hanno prodotto all’interno della società romana antica. A partire dalle collezioni del Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto i ragazzi, divisi in gruppi, potranno scegliere una classe di reperti e valutare le possibili implicazioni culturali in essi contenuti. A questo punto potranno calare gli oggetti nell’attualità e ricercare eventuali somiglianze o evoluzioni degli oggetti stessi all’interno di altre culture. I ragazzi, ai quali saranno fornite schede didattiche appositamente strutturate, potranno attingere a diverse tradizioni artistiche e culturali, l’importante è che emerga il dialogo interculturale con i possibili elementi eterofili all’interno del gruppo di lavoro.

Per gli Istituti Alberghieri (che lavoreranno, a scelta, sulle collezioni del Museo Archeologico Nazionale o sulle collezioni del Museo Nazionale del Ducato): analisi delle peculiarità legate alla cultura gastronomica umbra, romana e longobarda e approfondimento delle tradizioni e/o innovazioni culinarie apportate da questi popoli. I ragazzi, divisi in gruppi, sceglieranno quindi una pietanza sulla quale lavorare; una volta analizzata la ricetta  originale, esaminati gli ingredienti e le tecniche di preparazione e cottura, dovranno individuare una o più ricette che possano richiamare o essere un’evoluzione di quella originale. I ragazzi potranno attingere a diverse tradizioni gastronomiche, l’importante è che emerga il dialogo interculturale con i possibili elementi eterofili all’interno del gruppo di lavoro.

Per i Licei Artistici (che lavoreranno, a scelta, sulle collezioni del Museo Archeologico Nazionale o sulle collezioni del Museo Nazionale del Ducato): Analisi degli aspetti peculiari legati all’abbigliamento e agli ornamenti personali tipici degli Umbri e dei Longobardi. I ragazzi, divisi in gruppi, sceglieranno quindi un capo di abbigliamento o un oggetto sulla quale lavorare; una volta analizzate le caratteristiche tecnico-formali di realizzazione dovranno individuare un oggetto/indumento che in qualche modo possa richiamare o essere un’evoluzione di quello originale. I ragazzi potranno attingere a diverse tradizioni artistiche e

culturali, l’importante è che emerga il dialogo interculturale con i possibili elementi eterofili all’interno del gruppo di lavoro.

Fase 4 (gennaio-marzo): lavoro in classe, insieme ai docenti coinvolti dal progetto e con il supporto degli operatori didattici 

Per gli Istituti che hanno lavorato sull’analisi dei rapporti tra Roma e i popoli italici: realizzazione di schede mobili/pannelli espositivi, da utilizzare in occasione della presentazione finale, che mettano in evidenza i prestiti culturali tra Roma e le altre culture mediterranee.

Per gli Istituti Alberghieri: Sperimentazione, da parte degli studenti, delle ricette scelte durante la fase n. 3 ed elaborazione di una o più schede corredate di testo e immagini che serviranno per la presentazione finale, durante l’ultimo incontro in Museo. Le schede, stampate, potranno quindi essere utilizzate come schede mobili di supporto per la mostra temporanea che sarà allestita in Museo.

Per i Licei Artistici: Realizzazione, da parte degli studenti, degli oggetti/capi d’abbigliamento scelti durante la fase n. 3 ed elaborazione di una o più schede corredate di testo e immagini che serviranno per la presentazione finale, durante l’ultimo incontro in Museo. Le schede, stampate, potranno quindi essere utilizzate come schede mobili di supporto per la mostra temporanea che sarà allestita in Museo.

Sarà previsto un incontro di prova finale, prima della giornata conclusiva che avrà luogo in Museo, insieme agli operatori didattici.

Fase 5 (aprile-maggio):Giornata conclusiva, presso la Rocca Albornoziana e Museo Nazionale del Ducato

L’incontro finale avrà luogo presso la Rocca Albornoziana e sarà concepito come una giornata di studio in cui sarà presentato il lavoro svolto durante l’intero iter del progetto e a cui farà seguito un banchetto ad opera dei ragazzi degli Istituti Alberghieri partecipanti. Sia l’incontro di studio sia il banchetto saranno aperti alla cittadinanza previa prenotazione. Con l’occasione sarà allestita una mostra temporanea sia al Museo Archeologico sia presso il Museo del Ducato, in cui verranno esposti i lavori realizzati dagli studenti durante il progetto (l’allestimento metterà in relazione le loro creazioni / i loro elaborati con i reperti che compongono la collezione permanente del Museo). Gli studenti stessi illustreranno, sotto forma di conferenza, il lavoro svolto e la struttura delle due esposizioni, indicando anche le motivazioni che hanno orientato il loro lavoro; a seguire potrà essere organizzata una vera e propria visita alle esposizioni. Gli studenti dell’Istituto Alberghiero saranno invece gli artefici del banchetto che si svolgerà a seguito della conferenza; il menù sarà composto sia dai piatti tipici della tradizione longobarda esaminati durante gli incontri in classe, sia dalle altre pietanze selezionate dai singoli gruppi di lavoro. Durante il banchetto ogni piatto verrà presentato dai ragazzi stessi; ci sarà quindi non soltanto la possibilità di illustrare agli ospiti le singole ricette preparate, ma di spiegare anche i fattori e le considerazioni che hanno orientato verso la scelta di determinate pietanze, esaminandone le analogie, le differenze e le specifiche relazioni interculturali.

Criteri di valutazione del progetto:

– Rispondenza fra obiettivi posti e risultati raggiunti

– Questionari di valutazione per il pubblico coinvolto (docenti, studenti, educatori)

– Risposta del pubblico agli eventi proposti

Follow up – effetto moltiplicatore

Riproducibilità del progetto nei successivi anni scolastici e in altri ambiti territoriali.

    

Contatti

Associazione Culturale Studio Didattica Umbria

Via Breve, 4

06124 Perugia

segreteria@studiodidatticaumbria.it

Marta Nardin cell. 340.9333827

Giulia Ricci cell. 340.6142134

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